FIAT: LA STORIA DELL’AUTOMOBILE

NAZZARO MARIELLA - 5^ G -  IPSSCTS "GAETANO PESSINA" - COMO

STORIA DEL MARCHIO FIAT

1899
Il giorno 11 luglio 1899 il cavaliere Giovanni Agnelli, l’avvocato Lodovico Scarfiotti e il conte
Emanuele Bricherasio di Cacherano si recano nello studio notarile di Ernesto Torretta, in via Arsenale numero 6 a Torino, e depositano l’atto costitutivo della FIAT, Fabbrica Italiana di Automobili Torino. La neonata società incarica quindi il pittore torinese Giovanni Carpanetto della realizzazione di un primo manifesto pubblicitario per commemorare l’evento; in questo manifesto l’artista realizza, in alto a sinistra, una piccola pergamena con le iniziali puntate F.I.A.T.: per rispetto al riferimento biblico, si volle allora che la parola fosse ben identificabile come sigla, e non come vocabolo unico latino. Questo cartiglio, riprodotto in una placca di ottone secondo il gusto dell’epoca, diventa il primo marchio della Casa, sposandosi egregiamente con l’estetica delle prime vetture, ancora molto simili alle carrozze a cavalli.

 

1901
 In stile liberty, il nuovo marchio è costituito da una placchetta di ottone smaltato con, in evidenza al centro, l’acronimo FIAT senza punti e con la caratteristica curvatura in alto a destra della “A”, che riempie lo spazio lasciato libero dalla vicina “T”. Ora, senza perplessità o equivoci, la sigla diventa una sola “parola” identificativa della Casa, mentre la dicitura per esteso (FABBRICA ITALIANA AUTOMOBILI TORINO) è relegata in basso con caratteri più piccoli, sempre però con il rinnovato stile. Interessante anche lo sviluppo grafico: dalla scritta in basso parte un sole nascente che, con i suoi raggi, investe la scritta FIAT racchiusa in un rettangolo, sorretto da due arbusti, simbolo di crescita; il tutto con vivaci e “luminose” lettere giallo oro che spiccano sul fondo azzurro. Il numero di serie dell’autotelaio, infine, trova posto in un piccolo rettangolo, nell’area tra la scritta centrale, i due arbusti e la cornice ad arco superiore.

1904
Nel 1904 nasce così un altro stemma, dove ormai l’acronimo FIAT soppianta del tutto la
denominazione sociale per esteso, ed anche il numero di telaio: ora la forma è ovale, e gli elementi del marchio precedente - i raggi del sole nascente, gli arbusti, la scritta FIAT con la curvatura della “A” - evolvono in un modernissimo liberty stilizzato, con tratti un poco più marcati su fondo blu prussia: è talmente moderno da divenire in un certo senso un emblema della grafica dell’epoca, e da restare in uso fino al 1926. Il marchio diventa anche logo della Società, che nella carta intestata di quegli anni riporta il sole che illumina in controluce il nome Fiat. Sulle auto la posizione del marchio ovale assume inoltre una collocazione precisa, a partire dalla Fiat 24-32 HP: in cima al radiatore.

 

1921 - 1925 - 1929 - 1931 – 1965

Inizia l’era del “marchio rotondo”, con la scritta rossa su fondo bianco e circondato da corona d’alloro argentata: dopo l’anteprima sulla Fiat 801, vettura da Grand Prix realizzata subito dopo la Prima Guerra Mondiale, compare per la prima volta su una Fiat di serie nella 520 Superfiat a 12 cilindri. Nata dall’esperienza delle corse, la 520 ha una linea aerodinamica e meno squadrata rispetto alle vetture dell’epoca, con parabrezza inclinato e disponibile con carrozzeria Torpedo e Dorsay Torpedo senza tetto anteriore rigido. Anche le finiture sono di gran lusso, ad esempio con guarnizioni in pelle antica, e la meccanica è all’avanguardia, con l’adozione di valvole in testa e accensione a spinterogeno. Il marchio tondo bianco compare anche in un’altra Fiat di produzione, la 519 a 6 cilindri, e su tutte le Fiat a 6 cilindri fino al 1934. Lo scudetto tondo del 1921 diventa il nuovo simbolo della società ancora per molti anni, seppure con varianti grafiche e di colore. Ad esempio, nel 1925 sulla Fiat 509 il marchio ha scritta bianca su sfondo blu: uno stemma molto popolare, perché la 509, la prima utilitaria Fiat realizzata in grande serie, diviene l’auto più diffusa in Italia con 90.000 unità vendute. Tra il 1931 e il 1932, compare anche un nuovo marchio dalla grafica analoga a quella dello stemma blu, ma con scritta argentata e fondo rosso: debutta sulla Fiat 515, che fu venduta in 3.405 unità.

Bisognerà attendere il 1965 per vedere nuovamente su una Fiat il marchio rotondo a fianco dello stemma “ufficiale”, che ha ormai cambiato forma.

1931 - 1932 - 1938 – 1959  

La scomparsa del radiatore e l’avvento della calandra, ovvero la griglia con funzione estetica ed aerodinamica, di norma ad elementi verticali, porta alla sostituzione del marchio rotondo con un meglio integrato ed “affusolato” marchio rettangolare, a partire dal 1931. La particolare forma stretta e alta induce alla modifica della forma dei caratteri che, basandosi sulla grafica dei precedenti, diventano molto allungati, riempiendo tutta l’area smaltata rossa disponibile dello stemma. L’influenza dell’architettura e della grafica del tempo - regolarità e precisione delle forme, ma anche segni forti non privi di una certa “retorica” - appare in tutta evidenza. Il marchio rettangolare compare per la prima volta sulla Fiat 524 e giunge fino alla fine degli anni ‘60 con lievi mutazioni.

 Già a partire dal 1932, infatti, il rettangolo cambia forma, e da regolare diventa lievemente arrotondato negli spigoli, e con il lato di base più largo di quello superiore, con conseguente modifica della scritta che si allarga leggermente “a ventaglio”. Fu applicato, tra le altre Fiat, sulla celebre 508 Balilla che, presentata nel 1932 al Salone di Milano, diviene la vettura più popolare della storia della Fiat fino a quel momento, con oltre 41.000 vetture realizzate dal luglio 1932 fino al 1934.

Altra variante del marchio è la forma a scudo, con il lato superiore arrotondato e quello inferiore terminante a punta, adottata nel 1938 sul frontale della 2800, vettura di rappresentanza realizzata in 621 esemplari, anche in versione militare “CMC”.

Il marchio rettangolare visto sulla Balilla, comunque, rimane in pratica immutato fino al 1959, quando compare ristilizzato su due nuove vetture, la 1800 e la 2100: essendo auto di prestigio, infatti, furono dotate di un stemma trasformato in una sorta di “scudo” di maggiori dimensioni, con contorno cromato più spesso, arrotondato e più a rilievo. E’ quest’ultimo marchio rettangolare ad essere diffuso sulle Fiat di produzione, comparendo per l’ultima volta sulle prime serie di Fiat 128 e 127. La trasformazione della realtà aziendale Fiat che dà vita alla nascita della holding necessita però di un nuovo simbolo che sostituisca il precedente.  

1968

Il nuovo marchio è a quattro rombi inclinati di 18 gradi, affiancati e incorniciati con cromature; la
scritta, anch’essa cromata, è realizzata con carattere “Univers” maiuscolo, ma con la stessa inclinazione dei rombi. Il fondo è inizialmente nero, e poi diviene blu. Da notare che il marchio a rombi all’inizio affianca, nella scritta identificativa di coda o nelle pubblicità, il marchio rosso che rimane nella mascherina anteriore. In ogni caso il marchio dei quattro rombi identifica sia la casa automobilistica che la holding, fino all’inizio degli anni ‘80.  

1991

La compresenza nel frontale delle barrette e del marchio a rombi scompare nel 1991 con la Cinquecento, che presenta anteriormente le sole barrette ristilizzate: per adattarsi alle nuove forme più affusolate dei frontali, le barrette diventano più piccole su fondo blu, mentre il marchio classico presente nella coda, anch’esso su fondo blu, ha cromature a rilievo solo nei lati “verticali” dei rombi, ricordando il motivo della cinque barrette.  

 

1999

Ritorna il marchio rotondo a partire dalla Punto II serie, presentata nel luglio del 1999, in occasione dei 100 anni della Fiat. Il nuovo stemma, posto inizialmente solo sul frontale, ha
diametro di 72 millimetri , con cornice e scritta argentati, e acronimo modellato sui caratteri grafici storici ma dal corpo più grosso, riproporzionato alla nuove forme e posto al centro sul fondo blu puntinato opaco. Viene pensato come un marchio provvisorio, coronato d’alloro, per i festeggiamenti del centenario, con compresenza dello stemma “istituzionale” a quattro rombi: invece gradualmente non solo è adottato da tutte le Fiat in produzione, ma diventa alla fine il marchio identificativo della divisione automobilistica, cambiando anche dimensioni per adattarsi ai diversi frontali.  

 

2005 a oggi  

Il Gruppo Fiat dispone nel frattempo di un nuovo ed inedito marchio (ottobre 2005), realizzato da quello studio Robilant Associati al quale viene ora assegnato il nuovo marchio rosso delle future automobili Fiat.

Il nuovo simbolo che va a sostituire quello introdotto nel 1999, prende spunto dallo scudo che campeggiava sul frontale delle vetture Fiat dal 1931 al 1968 (la Fiat 524 in primis), con fondo rosso rubino dove, al centro, spiccano i caratteri allungati verticalmente della scritta “FIAT”. II tutto incastonato all’interno di una cornice tonda cromata dall’effetto tridimensionale.

Il marchio è stato realizzato da Robilant Associati (agenzia specializzata in Brand Advisors & Strategic design), naturalmente in collaborazione con il Centro Stile Fiat.

 

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